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Psicopatologia

“Nell’annata 1898 della «Rivista di Psichiatria e Neurologia» ho pubblicato col titolo «Del meccanismo psichico del dimenticare», un piccolo saggio del quale farò qui il riassunto, e che prenderò come spunto per considerazioni ulteriori”, così recita l’incipit del primo volume di Psicopatologia della vita quotidiana, una tra le opere ancora oggi maggiormente riconosciute all’interno della vasta produzione teorica del padre della psicoanalisi Sigmund Freud.

La psicoanalisi dal giorno in cui è nata ha dovuto costantemente aggiornarsi rispetto alla società in cui veniva incastonata e anche questa volta non si smentisce: dalle pagine scritte a mano dalla stilografica dell’austriaco più famoso dell’epoca, si trasforma in rubrica digitalizzata all’interno di un sito internet.

Sigmund Freud

Nel tempo la durata delle relazioni è una delle variabili che più si è modificata: vent’anni fa si parlava della crisi del settimo anno nei matrimoni, oggi potremmo parlare della crisi del terzo anno, viste le ultime statistiche. Parlare di durata non significa tuttavia parlare di qualità della relazione: esistono relazioni molto stabili nel tempo, che non sono però fonte di benessere per i partner, e relazioni di breve durata che hanno invece dato luogo a un tessuto relazionale affettivo che è stato fonte di grande benessere. La possibilità di stare in relazione e di scegliere se e quando interrompere la relazione è una variabile che invece potrebbe essere considerata significativa: interrompere un legame affettivo significativo è una questione dirimente rispetto all’identità del singolo, che viene gestita in virtù delle esperienze pregresse e attuali.

L’adolescenza, una fase che include cambiamenti significativi nello sviluppo sia corporeo che neurofisiologico (Casey et al., 2008; Spear, 2000), è un periodo cruciale per lo sviluppo e il consolidamento della personalità (Blos, 1968; Erikson, 1959; O. F. Kernberg, 1978).
Gli adolescenti affrontano trasformazioni psicologiche nella percezione di sé stessi, dei componenti della famiglia e dei coetanei, così come delle relazioni romantiche e sessuali emergenti (P. F. Kernberg et al., 2000). E ancora, è proprio in questa fase evolutiva che iniziano ad articolare i loro obiettivi e interessi relativi alla scuola e alle aspirazioni future (Becht et al., 2016).
Insieme, questi aspetti psicologici e comportamentali convergono nella formazione della personalità come integrata e stabile nel tempo (Kroger, 2007; Lis et al., 2007).

La medicina ci consegna due tipologie di immunità: innata e acquisita.
La prima è composta da cellule che non hanno memoria, non ricordano e non sanno fornire una risposta più adeguata della prima volta di fronte all’eventuale ripresentarsi di una stessa infezione. Queste cellule, diverse tra loro, condividono la capacità di identificare ed eliminare gli agenti patogeni. L’immunità innata è guidata da meccanismi preesistenti al contatto con i microrganismi, una vera e propria prima linea difensiva depositata al nostro interno.
La seconda rappresenta invece un sistema strutturato sull’esperienza cellulare. La memoria esercita ora un ruolo cruciale, ciò che è stato incontrato può essere riconosciuto generando meccanismi difensivi che sanno sovrapporsi a quelli caratteristici dell’immunità innata. Un’integrazione in grado di accrescere la risposta adattiva.