Non giudicare il libro dalla copertina (o dal numero di pagine, o dall'editore, o dall'autore)

Titolo del libro: Persone normali (Originale: Normal people)

Autore: Sally Rooney

Anno di pubblicazione: 2018

Editore: Einaudi (Originale: Faber and Faber)

Pagine: 248

Cosa leggiamo?

Con un tributo a George Eliot, Sally Rooney racchiude in questa citazione l’essenza del romanzo:

“È fra i segreti di quell’alterazione dell’equilibrio mentale che va opportunamente sotto il nome di conversione, che a molti il cielo e la terra non riservino alcuna rivelazione fino a quando una certa personalità non intervenga a esercitare la sua peculiare influenza sulla loro, riducendoli alla ricettività.” (George Eliot, Daniel Deronda)

Connell suona il campanello e Marianne va ad aprire. Ha ancora addosso la divisa scolastica ma si è tolta il maglione, per cui è in gonna e camicetta, e senza scarpe, solo con i collanti. Oh, ciao, dice lui. Entra. Si volta e si avvia per il corridoio. Lui la segue, chiudendosi la porta alle spalle. Scende i pochi gradini che portano in cucina, dove sua madre Lorraine si sta sfilando un paio di guanti di gomma. Marianne si siede sul piano di lavoro con un saltello e prende un barattolo aperto di crema di cioccolato nel quale ha lasciato un cucchiaino.” Così comincia “Persone normali”, un libro sull’amore, sull’individualità e sull’influenza che le persone esercitano l’una sull’altra nella vita di tutti i giorni.

Nella prima riga del romanzo ci vengono presentati Connell e Marianne, i due protagonisti, i due fuochi attorno a cui si costruisce l’ellisse della narrazione, i due punti equidistanti da tutto il resto, vicini ma mai abbastanza. I due adolescenti frequentano la stessa scuola superiore, ma non frequentano le stesse persone; Connell, timido e introverso, fa parte del gruppo della squadra di calcio, in cui ci sono i ragazzi e le ragazze popolari, mentre Marianne, anch’ella tremendamente riservata, non fa parte di nessun gruppo. Cresciuti in due mondi totalmente differenti, lei in una famiglia molto benestante con un padre abusante, e lui in una famiglia composta solo dalla madre, i due ragazzi iniziano a intrattenere segretamente dai coetanei una relazione principalmente sessuale, in cui sembra però esserci qualcosa di più. Sul finire del liceo i due troncano il rapporto e non si rincontrano fino al college, quando essendo entrambi iscritti al Trinity di Dublino, vengono presentati da un amico comune a una festa. Da questo momento inizia il tumulto che caratterizza il loro rapporto, in cui entrambi provano profondi sentimenti per l’altro, ma l’incomunicabilità prende sempre il sopravvento e quando la vicinanza diventa insopportabile, scappano. 
L’incomunicabilità e la distanza giocano un ruolo centrale in questo romanzo. L’autrice attraverso un linguaggio asettico e stringato dipinge la loro incapacità totale di comunicare le proprie emozioni e i propri desideri, alternando momenti di totale distanza, ad altri in cui senza alcun dialogo Connell e Marianne sembrano essere una cosa unica, in totale sintonia. La sorprendente capacità dell’autrice si ritrova nel riuscire a mantenere questo linguaggio molto asciutto per esprimere la distanza fisica ed emotiva dei personaggi, ma con cui allo stesso tempo descrive minuziosamente ogni dettaglio dei luoghi e delle azioni dei personaggi.
Il racconto si intreccia lungo diversi momenti e luoghi, alla fine dei quali i protagonisti si trovano per perdersi ancora.

Tre parole che rimangono

Crescere: La storia narrata nel romanzo è cadenzata sull’arco di diversi anni, con salti temporali di circa 3-4 mesi ad ogni capitolo. Questo permette al lettore di partecipare alla crescita dei due protagonisti, che da liceali si trasformano in universitari, e quindi giovani adulti. La forza di questo elemento è proprio la precisione con cui vengono disegnati i particolari di questa età così specifica nella vita di ognuno, che ha una portata stravolgente a livello di cambiamento di ruolo. 

Distanza: Centrale nel romanzo è il tema della distanza, emotiva e fisica. Nel libro i due protagonisti ballano questa danza fatta di avvicinamenti e allontanamenti che dà vita a una relazione travagliata, complessa e totalmente travolgente. Anche il linguaggio utilizzato dalla scrittrice è impressionante in questa direzione: nei momenti di intimità il linguaggio permette al lettore di sentire il contatto della pelle dei due protagonisti, che in altri momenti è distante anni luce, proprio come le loro emozioni. 

Identità: chi sono? chi voglio diventare? come mi vedono gli altri? queste sono le domande che in ogni momento tormentano i due protagonisti del romanzo, che si trovano in questo momento della vita di grande cambiamento. Nella giovane età adulta si tirano le somme dei processi di costruzione dell’identità avvenuti in adolescenza, e spesso non si è ancora pronti a essere buttati nel mondo universitario e del lavoro; questo porta ad attimi di enorme sofferenza e di profonda confusione. Questo, Connell e Marianne lo sanno bene. 

Non ci resta che...

Una straziante e allo stesso tempo speranzosa fotografia della giovane età adulta, in cui sono intrecciate tutte le dinamiche di cambiamento tipiche di quel peculiare momento della vita di tutti. 

Questo articolo è stato reso possibile grazie al prezioso contributo della libreria “Le notti bianche” di Vigevano, che combatte ogni giorno per portare un po’ di cultura in questo mondo.